Disabili e Ammalati

Di seguito vi proponiamo le testimonianze dei nostri amici Disabili e Ammalati. Buona lettura!

 

 


Al rientro dal pellegrinaggio a Lourdes 2015 dal 21 al 27 maggio.

20150522_4158Sono appena tornato da Lourdes da poche ore e già mi manca. Questo pellegrinaggio che noi della sottosezione di Udine abbiamo fatto assieme agli amici di quella di Vicenza è stato sinceramente coinvolgente. Esso si è svolto dal 21 al 27 maggio 2015. Il viaggio in treno devo dire è stato molto tranquillo. Per nulla monotono sia nell'andata che nel ritorno. Vivere in un mondo così staccato dalla realtà ti aiuta sinceramente ad essere davvero migliore. Io ad esempio tante volte sono preso da un certo nervoso e non mi sebra di fare le cose nel modo giusto. A forza di andare a Lourdes sto imparando in un certo senso ad essere molto placido nel fare le cose. Nel senso non di sottovalutarle, ma di saperle prendere in una maniera che non ti faccia sprecare molte energie e non ti faccia perdere la tua grandiosa voglia di vivere. Non è semplice restare calmi quando magari hai molte cose da fare e lafretta cerca davvero di strangolarti. Mentalmente giudichi chi hai di fronte. Ma a forza di chiedere l'aiuto di Maria, sinceramente tutto quello che ti disturba si sfinisce e sparisce. Quello che poi a Lourdes si apprendere realmente è anche una disponibilità più pura per comprendere chi hai di fronte. Non ti interessa tanto sapere chi è, ma come puoi regalargli tutto l'ardore che hai dentro. Ecco penso che quando sei in questo luogo meravigliosamente miracolo impari a non accontentarti mai del minimo ma cerchi sempre il massimo di quello che puoi dare e non sei 3997contento finchè non ce la fai a donarlo veramente. Non hai più paura di nessun tipo di problema. Acquisti una forza talmente grande che stupisce te stesso per primo. Attraversi un fiume in piena come se fosse uno scherzo. Ti senti talmente leggero che perfino le tue gambe ammalate volano. La tua malattia quasi sparisce. Finisci perfino per non poterne fare a meno. Ecco il vero miracolo di Lourdes è che il tuo handicap lo accarezzi e ti dona uno scatto che certamente se fossi diverso non avresti. Ti guardi intorno e non vedi nessuno da odiare. Ma continui a voler sollevare tutti da un'angoscia che sta distruggendo questo povero mondo sfinito. Da quello che non lo porterà dove si illude di poter arrivare trionfante e non invece morto stecchito. Ecco questo paradiso ce la fa anche affinchè tu dipinga la tua vita di colori talmente vivaci che non possano più sbiadire. Ritorni a casa che sei un leone furente. Questa volta però nel senso buono. Raschi fin dove puoi tutto quello che non ti permette di crescere. Non ti accontenti di una normalità spenta. Ma in essa goccioli tutto ciò che rinvigorisce quello che ti permette di vivere ed agire in modo costantemente giovane. Così che non ti raffreddi mai. Ecco diciamo che Lourdes ti abitua a restare sempre giovane e a non invecchiare in nessun caso. Non vuoi essere gelido ma continuare a stimolare chi non ce la fa più a sorridere. Lo scopo di una esperienza così elettrica portata al massimo grado è quella di sapere sempre volare dentro le sensazioni rendendole veramente suggestive. Allora i tuoi occhi non saranno mai spenti. Continuamente che indaga scovando tutto quello che non vuole che noi siamo eccezionali. Ecco questo posto ti suggerisce anche come trasformare la stanchezza che ti strangola in un grappo da dare a tutti.

Elio Pascottini

Gruppo di Gemona, Unitalsi sottosezione di Udine

 


 

La mia vita assieme alla mitica Unitalsi!

IMG_5302Scrivendo questo articolo è come se dovessi raccontare una favola spumeggiante. La mia vita assieme alla mitica Unitalsi. Dato che ne faccio parte dall'età di 14 anni. Ora ne ho 60. Quasi 61. Faccia i conti chi legge. Onestamente è come se fosse sempre stata la mia seconda casa. Quando magari in famiglia c'era qualcosa che non mi faceva stare bene, lì mi spiegavano serenamente quello che i miei genitori volevano veramente dirmi. Ed io mi calmavo senza dovermi ribellare a nessuno. Diciamo che questa associazione era un mio ottimo calmante per quando le acque si agitavano un poco. Poi quando crescendo sono diventato più grande, ha aiutato molto la mia famiglia a farmi superare i bollori dell'adolescenza. Certe ribellioni immotivate che facevano scoppiare delle ire pazzesche che se non ci fossero stati questi miei preziosi amici unitalsiani chissà dove mi avrebbero portato. Davvero alla deriva. Non mi vergogno a dirlo. Ecco, io ho desiderato molto donare questo scritto perchè mi preme sottolineare prima di tutto oltre al significato ecclesiale di questo mio amato gruppo, l'enorme valore sociale del suo inserimento nel mondo di oggi. Con un comportamento davvero incisivo e molto delicato. Non ci si accorge di essere ammalati. Qui veramente il pietismo che ho incontrato in altre associazioni non c'è proprio. Si entra in noi ammalati con una delicatezza estrema. Non violando la nostra dignità. Rispettando non solo la nostra identità fisica, ma soprattutto il nostro frammentato mondo psicologico. Che per noi conta davvero tanto. Quel vociare un po' imperioso che ti spinge ad impegnarti quando magari tendi ad impigrirti. Questa è un'altra importante caratteristica di questi stupendi miei amici unitalsiani. Ai quali voglio un bene dell'anima. Quasi fossero una parte fisica del mio corpo. Non riuscirei davvero nemmeno a concepire la mia vita senza l'Unitalsi. Se qualcuno me lo dicesse lo prenderei per matto e lo manderei subito a quel paese senza tanti complimenti. E' una eventualità assurda. Poi l'Unitalsi mi ha dato modo e mi sta aiutando a vivere la mia castità fisica in maniera prodigiosamente serena. Ecco questo succede quando si riesce a fare della propria vita un dono. Qui sta il valore enorme di questa associazione anche dal punto di vista culturale. Proporre la morale cristiana in modo corretto e scientificamente spiegabile. Di modo che tanti ammalati riescano a vivere sereni non solo spiritualmente ma anche fisicamente. Questo vale non solo per noi disabili, ma anche per tanta gente normodotata che ha le idee confuse e pensa che questa scelta di vita proibisca tutto. Mi si dovrebbe spiegare cosa. Dato che il 90% delle mie amicizie sono dichiaratamente femminili. Questo perchè nel mio piccolo desidero dimostrare come si può vivere non avendo rapporti sessuali. Donando se stessi a chi soffre per non aver scoperto la sua autentica vocazione. Ora vorrei fare una semplice domanda a chi mi sta leggendo. Io che ho ricevuto molti doni da Gesù e Maria, come faccio a pensare a me stesso quando c'è in giro tanta gente disperata e che si toglie la vita? Non è meglio aiutarli a scoprire i loro talenti invece di essere egoisti riuscendo solo ad adorare la propria vanità? Ottenendo poi cosa? Poco.

Elio Pascottini

Gruppo di Gemona, Unitalsi sottosezione di Udine